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FoxConn, Apple. Greed is good!
venerdì 27 gennaio 2012
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 21:07

Si dice che un’immagine valga più di mille parole. Ed è vero. Quella qui sopra è una fotografia della rete anti-suicidio installata all’esterno degli edifici dove lavorano in condizioni disumane gli operai cinesi della FoxConn, il principale fornitore di manodopera per i luccicanti prodotti Apple.

Come scrive Mazzetta in un post da leggere e rileggere:

“[...] l’azienda ha fatto mettere reti anti-suicidi ovunque e ora se qualche operaio vuole suicidarsi deve andare altrove, dove la sua morte non chiamerà in causa l’azienda.”

Le morti volontarie attraggono l’attenzione dei media occidentali su una corporation che tratta i suoi lavoratori peggio delle bestie da soma e invece è proprio l’attenzione altrui che bisogna cercare di evitare.

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Tags: Apple, avidità, capitalismo, Cina, FoxConn, lavoratori, operai, rete anti-suicidi, sfruttamento | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo |
Young guns to watch: Pickwick, Seattle.
mercoledì 25 gennaio 2012
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 16:28

Per la serie: “Cose che fa piacere sentire”, in più di un senso.

I Pickwick sono una blue-eyed folk-soul band di Seattle. Giovanissima, le onde del sasso che hanno lanciato nello stagno stanno riverberando perfino sui nostri poveri corpi italiani, ammaestrati da anni di talent show deleteri e televisivi.

I Pickwick non hanno un’etichetta discografica, sono “arrivati” senza. Col culo per strada e la testa in rete.

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Tags: disintermediazione, musica soul, Pickwick | Posted in Massimiliano Cavallo, musica, Quickthing, segnalazioni |
Through the looking glass
sabato 21 gennaio 2012
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 11:07

Accostamento che un po’ mi ricorda L’occhio del purgatorio di Jacques Spitz, bellissimo romanzo dove il futuro non è che un presente decrepito. O forse il contrario: il presente è un futuro decrepito, fate voi.

:-)

(thanks Mantellini)

—

edit:

Splendido.

Non so chi l’ha fatto, ma complimenti.

Io l’ho trovato su Twitter via @fabiochiusi.

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Tags: Bersani, birretta, Caravaggio, Hopper, San Girolamo scrivente | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo |
Un brano da “Hitler” di Giuseppe Genna. Jesse Owens alle olimpiadi di Berlino del 1936.
mercoledì 18 gennaio 2012
scritto da Sir Robin in persona, quando erano più o meno le 17:52

Quel che segue è il sessantesimo capitolo di un bellissimo libro uscito pochi anni fa (nel 2008, per la precisione) che si chiama Hitler e il suo autore è Giuseppe Genna. La definizione di romanzo gli va un po’ stretta oppure larga, dipende dai punti di vista: si tratta del racconto di una vita diviso in capitoli; sono i nodi biografici di un percorso fra i più scellerati della storia dell’uomo, quelli di un pittore mancato nato nel 1889 nella Locanda del Pomerano a Braunau am Inn, in Austria.

Genna ha agito da biografo, da storico o da cantasorie? Mha! E’ fuori di dubbio che ha avuto il coraggio di misurarsi con un tema esorbitante (non a caso) con maestria, a mio avviso, e lo ha fatto attraverso una scrittura che, come altrove è stata detto, ha creato un montrum paratattico di grande efficacia.

L’effetto prodotto, almeno su di me, nel corso della lettura è stato simile a quello di un minuzioso fumetto: ogni frase, ogni personaggio o situazione si sono stampate con facilità nella mente restituendo un’infinita serie di quadri che ha generato un mondo pieno di dettagli.

Uno dei meriti di questa lunga narrazione credo sia proprio quello di far toccare con mano quanto poco ci sia di casuale nell’apparizione nella birreria Sternecker di Monaco una sera di settembre del 1919, di tutta la retorica che bolliva in pentola in quegli anni in un unico corpo di uomo.

Bolliva nella penombra quella retorica, e senza grossi strepiti, finchè non è arrivata questa leggenda dell’oratoria a pronunciare le parole che si aveva una gran voglia di sentir dire. Pian piano fu necessario fare la fila per poterle ascoltare.

L’episodio che segue mi è molto piaciuto. Vi si narrano le gesta di Jesse Owens, l’atleta di colore, il campione  che nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 (trasferta impegnativa, non c’è che dire) riuscì a dimostrare con la più grande visibilità possibile all’epoca, ma inascoltato, dove stavano i fatti.

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Tags: 1936, Berlino, Giuseppe Genna, Hitler, Jesse Owens, Olimpiadi | Posted in biografia, letteratura, segnalazioni |
Di anelli del potere ed ex presidenti del consiglio
martedì 15 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 01:39

Sempre a proposito di Berlusconi e della sua opportuna uscita di scena. Ma anche Tolkien related.

Nei vari ed eventually programmi televisivi cosiddetti di approfondimento giornalistico si sono alternati i più noti editorialisti italiani e non solo. Spesso è capitato di sentir dire che sì, ok, c’è stato questo famigerato passo indietro e l’uomo è anziano e provato e via discorrendo. Però, vedi anche l’ultimo comunicato trasmesso su tutti i canali televisivi, si è continuato a percepire ciò che è sempre stato: un gran combattente.

Con questo forse credendo di fare un gesto all’insegna del fair play, chissà.

In realtà si è trattata di una forzatura un po’ troppo ingenerosa specie nei confronti di chi, per forza o per amore, ha dovuto subire tutti questi anni di vessazione culturale. Culturale in senso lato, si capisce. Utilizzando una metafora tolkieniana credo si possa tranquillamente affermare che Berlusconi non si è mai fatto alcuno scrupolo di combattere le sue battaglie usando tutti i trucchi permessi dell‘anello. Che, fuor di metafora, significa aver sfruttato pienamente i superpoteri dati da tutti i suoi soldi, dal controllo sui media e dalle prerogative istituzionali ottenute in conseguenza, a tutti i livelli. A pro di un qualsiasi elemento che minimamente avesse potuto agevolarlo in maniera diretta. Quale onore spetta ad un combattente dotato di armi così sovradimensionate (sorvolando sul come abbia fatto ad ottenerle)? Come un Bilbo Baggins che avesse rivendicato con fierezza la propria corruzione e invece di giungere alla conclusione di abbandonare l’anello se ne fosse giovato per farsi re della Contea. Oppure come se, più avanti nella storia, si fosse dato seguito all’indirizzo suggerito da Boromir che desiderava il potere dell’anello per sconfiggere con miglior agio gli eserciti di Sauron.

Ricordo un passaggio di una lettera scritta dallo stesso Tolkien e raccolta all’interno di quello splendido libro che è La realtà in trasparenza dove il professore di Oxford dice, in sostanza, che i mezzi sono importanti tanto quanto i fini:

“…stiamo tentando di conquistare Sauron utilizzando l’Anello.”

E’ una lettera del maggio del 1944 indirizzata al figlio Christopher che combatte la sua seconda guerra mondiale nelle schiere britanniche ed è una riflessione che tenta di trasmettere il senso distorto di alcune cose nelle quali ci si può trovare immersi nel corso dell’esistenza, come appunto una trincea. A lui era successo nel precedente conflitto mondiale. Ma gli stava succedendo, a dire il vero, anche di più nella realtà secondaria che la sua fervida fantasia stava allestendo fin nei minimi dettagli perchè era una delle architravi tematiche del Signore degli anelli:

“Se c’è qualche riferimento nella mia storia ai nostri tempi è a quella che mi sembra l’affermazione più diffusa oggi: che se una cosa può essere fatta deve essere fatta. Questo a me sembra completamente falso. Gli esempi più grandi di azioni dello spirito e della ragione sono esempi di abnegazione.”

L’anello verrà usato nella maniera più eclatante, tragica, atroce nell’agosto del 1945 con le bombe atomiche sganciate sul Giappone:

“Ebbene siamo nelle mani di Dio, ma a lui non piacciono i creatori di confusione”.

Ecco.
Naturalmente si tratta di un modo di esercitare il pensiero talmente evoluto che dubito fortemente che qualcosa di simile abbia mai avuto una qualche possibilità di balenare per un attimo nella mente del nostro ex premier. Nemmeno nei suoi incubi più deliranti. Eppure credo che sia questo uno dei lasciti più tossici dell’esempio fornito dalla sua vita considerata da chiunque e senza alcuna perplessità “di grande successo”.

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Tags: Berlusconi, La realtà in trasparenza, Tolkien | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo, Quickthing |
Una festa a lungo attesa (a long expected party)
domenica 13 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 00:06

 

Un riflessione:

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Tags: Alleluja, Dimissioni Berlusconi, Spumantino | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo, Quickthing |
Dear Frank, I used to be your biggest fan
sabato 12 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 12:53

Ottima (si fa per dire) presa di posizione sul movimento Occupy di Frank Miller sul suo blog che lo rivela, una volta di più, per quel che è: un fascista.

“[...]Non si tratta di rivolta popolare. E’ spazzatura. E la stanno spargendo in tutti i modi a loro possibili sia in senso materiale che politico. [...]“

 

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Tags: Frank Miller, Occupy | Posted in Massimiliano Cavallo, Quickthing, segnalazioni |
Hungry Freaks al potere
sabato 12 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 10:38

Su Repubblica Guido Crainz, autore dell’ottimo e consigliato Autobiografia di una repubblica. Le radici dell’Italia attuale continua a porre l’eterna domanda:

“[...] perché questo ceto politico è riuscito a imporsi sin qui, a occupare così a lungo la scena?”

senza dimenticare la triste consuetudine italiana dell’autoscagionarsi tanto da indurre a chiedersi come abbiano fatto questi scherzi di natura a raggiungere le sedie del potere visto che sono pochi coloro che ammettono apertamente (e non certo solo negli ultimi tempi) di averli votati. Brogli elettorali? Purtroppo no.

Crainz parla di “ricostruzione etica”. Per il rispetto che si deve all’intelligenza credo sia opportuno ricordarsi che con grande riluttanza si sta (forse) allontanando il prodotto di uno stato delle cose e non la sua causa. E, prima del saggio, può essere utile tornare a leggersi questo.

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Tags: Guido Crainz, Repubblica | Posted in Massimiliano Cavallo, Quickthing, segnalazioni |
RiMontiamo. Chi?
venerdì 11 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 17:25

Dunque siamo arrivati davvero ad un momento di svolta: nel sollievo generale Berlusconi dovrebbe iniziare ad essere solo un brutto ricordo. Un passo essenziale ed ineludibile.

La cosa mi rende molto contento anche se so che non ci aspettano rose e fiori (non è che anche adesso sia proprio un luna park, eh). Per inciso Mario Monti, suo probabile successore, è un’emanazione dei più cinici e spietati agglomerati di potere fautori degli interessi occidentali, come la Trilateral Commission (qui) o il gruppo Bilderberg. Niente di buono: non è il solo, naturalmente, si tratta di “club” molto esclusivi che includono fra i loro “soci” i decisori più influenti a livello globale, presenti e passati, che sentiamo nominare di continuo. Alcuni sono stati nostri ministri o presidenti del consiglio, oppure siedono al comando di aziende di rilevanza nazionale o mondiale in settori strategici quali la comunicazione o l’energia.

Forse è il caso, per i più curiosi del Bilderberg, di farsi un veloce (e gratuito :-) ) giro introduttivo qui, anche se sarebbe meglio qui e qui (in inglese). E’ molto interessante anche solo scorrere la lista dei partecipanti alle ultime tre edizioni degli altolocati incontri che si trova sullo stesso sito web dell’organizzazione (facile, no? Tanto da sembrare uno specchietto per le allodole): 2009, 2010, 2011. Per trovare subito gli italiani è consigliabile utilizzare la funzione di ricerca termini del browser (ctrl+f) e digitare ITA. Anche gli altri nomi meritano comunque la dovuta attenzione, se non altro per il ruolo che ricoprono all’interno di aziende dai marchi altisonanti e/o dalla funzione nodale nell’ecosistema industrializzato.

Si tratta di notizie di dominio pubblico, tuttavia non proprio sotto i riflettori. E poi terra di mezzo per le più suggestive e deliranti teorie di tutti i complotti del mondo, dunque superficie fra le più scivolose. Sono oggetti da considerare, come mi veniva detto al liceo, cum grano salis.

A parte queste minuzie, quello che mi ha colpito leggendo i giornali sono state alcune dichiarazioni attribuite a Berlusconi istesso medesimo il quale dice di essersi ritirato a causa dell’impazzimento (punti di vista :-) ) dei mercati che, arrivati a questo punto, non avrebbero potuto più attendere ulteriori dilazioni di una presa di posizione politica forte e autorevole (in qualche modo). Quello che non è riuscito per decenni alla società civile (farlo schiodare mi auguro in maniera definitiva) sembra essere dunque riuscito a questa entità astratta e collettiva ma anonima che governa e dispone tutto che viene chiamata mercato. Uno stato di cose che noi tutti (e come noi l’ancora per poco PresDelCons) dobbiamo accettare come un ovvio dato di natura, come dire che quando piove cade acqua: «Lo vuole il mercato». Le case costano un occhio? Le fabbriche chiudono? La pubblicità soffoca i contenuti?

Mi è tornato in mente questo breve filmato del filosofo Galimberti cui mi capitò di assistere anni or sono il cui contenuto, per qualche motivo, non mi sono mai dimenticato pur non ricordando chi lo avesse esposto e in quale occasione. Buffo che su Google sono riuscito a trovarlo in pochi secondi digitando le parole “Youtube“,  ”filosofo” e “mercato“.
Una volta tanto si parla di operai e di lavoro. Perché oggi non succede la rivoluzione?

(Link: http://youtu.be/E8PxJejHNNE)

Edit:

sempre a proposito di Bilderberg.
Stare sui fatti: un buon articolo su Linkiesta e anche molto recente (che purtroppo sul finale si sfilaccia un po’).

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Tags: Berlusconi, Bilderberg, Galimberti, Mario Monti, Trilateral | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo, Quickthing |
Spalle larghe
martedì 1 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 12:42

(«Ma dici a me? Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui… ») :-)

E’ sul Fatto Quotidiano di oggi questo episodio che, ne sono certo, avrà causato almeno una alzata di sopracciglio nel mentre si produceva:

“Il don, Alfano e la messa anti-casta
di Rob. Zun.

Angelino Alfano, si sa, è un cattolico fervente. Pertanto non può non conoscere il profeta Malachia che educava i fedeli a seguire ciò che i politici dicono ma non quello che fanno, perché fanno il contrario di ciò che dicono. Sicuro della propria rettitudine, l’ex Guardasigilli domenica è andato a messa a Orbetello. La liturgia prevedeva appunto la lettura del profeta biblico. Ma Angelino ha dovuto ascoltare anche una rivisitazione del Vangelo da parte di don Pietro Natali, con una postilla ferocemente anticasta: “Tutte le loro opere (i politici) le fanno per essere ammirati dalla gente, si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei saluti nelle piazze”. Poi il parroco ha continuato con le parole di Gesù: “Avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento”. Chissà se Alfano ha guardato don Pietro negli occhi quando è andato a prendere la comunione…”

Ich bin ein Orbetellaner!

 

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Tags: altre eversioni, Angelo Alfano, Don Pietro | Posted in Massimiliano Cavallo, Quickthing, segnalazioni |
The Sinister Minister
martedì 1 novembre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 11:29

Mi è sempre piaciuto questo video dei Flecktones che appartiene al loro primo disco, quello del 1990. Sarà il bianco e nero, l’atmosfera di quotidianità piovigginosa evocata, l’incedere rozzo e amaro (ma per finta), o il cappellino di Future Man: banjo, armonica, basso elettrico e batteria da passeggio (ora parecchio più evoluta, consigliata la visione di quest’altra clip, recente).

Un gran bel brano, suonato con tecnica stellare ma, forse per troppo amore di ricerca e sviluppo, con una batteria synth non proprio all’altezza quanto a suoni. Del resto, anche i tappeti di tastiera… Anyway, grossomodo a metà pezzo si può avere un saggio delle allora verdi tecniche bassistiche del grandissimo Victor Wooten (I’m gonna do a little trick without using a pick) che da quei giorni non ha mai smesso la sua mezza rivoluzione in quell’ambito usando niente altro che le sue mani, ma di questo magari parleremo un’altra volta.

http://www.myspace.com/video/mastervadim/bela-fleck-and-the-flecktones-sinister-minister/6777285

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Tags: Bela Fleck and the Flecktones, The Sinister Minister | Posted in Massimiliano Cavallo, Quickthing, segnalazioni |
Amazon si prende tutto, anche il caffè.
sabato 22 ottobre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 10:05

«Tutti hanno paura di Amazon».
Sarà un mio limite, ma ragionando in termini di semplice lettore di libri, non riesco a percepire le grandi manovre che l’azienda guidata da Jeff Bezos sta mettendo in pratica negli ultimi tempi come una minaccia. Perchè sotto sotto spero che iniziando ad impensierire concretamente alcune soggettività che fino ad oggi hanno potuto beneficiare di una comodissima rendita di posizione, ci possa essere l’opportunità di un miglioramento sostanziale in termini di competitività. (Sicuro? :-) )

Il fatto che ho più limpido davanti agli occhi è che la salutare consuetudine con il prodotto libro è sempre più un privilegio da ricchi e questo non va affatto bene. Non va bene dover spendere 20 euro per un libro nuovo, perché sono un sacco di soldi. Poi non ci si può lamentare delle statistiche sulle quali ogni tanto viene gettato un cono di luce che raccontano che in Italia si conoscono quasi per nome quelli che hanno l’opportunità e la voglia di leggersi una ventina (o più) di titoli all’anno. Anche perché può trattarsi di una spesa non trascurabile di 400 euro. Il bello è che di titoli, in Italia, se ne pubblicano 60mila ogni anno.

Voglio aggiungere che non sono mai stato in sintonia con quella visione idealizzata della libreria piccola e indipendente come luogo di elezione per la propagazione della cultura (?) dove librai illuminati non aspettano altro se non elargire il proprio entusiasmo per questo o quell’autore o genere o collana che non ti puoi proprio perdere: sarà che è sempre una questione di dialogo fra sensibilità diverse, ma le boiate più eclatanti me le sono sciroppate proprio attraverso questa procedura.

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Dietro alle tendenze
venerdì 21 ottobre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 10:17

Maurizio Costa (vicepresidente e amministratore delegato di Mondadori) qualche giorno fa a proposito di orizzonti digitali editoriali ha scritto:

“L’evoluzione in corso non porterà alla fine della “forma libro” tradizionale. Ci saranno due modelli di consumo, due forme di lettura intrecciate e contemporanee. Negli Usa già si verificano i primi segni di polarizzazione, con il concentrarsi del consumo di e-book soprattutto nelle fiction di intrattenimento leggero – thriller e romanzi rosa –, intaccando meno l’hard cover di pregio – anche nella qualità della carta, della copertina, dei formati – e la saggistica.
di Maurizio Costa * – Continua a leggere su IlSole24ORE.com
ALCUNI DIRITTI RISERVATI (CC BY-NC-SA)”

Credo sia opportuno tenere a mente questa distinzione che è vera ma probabilmente contingente e va inquadrata nel contesto oggidiano americano dove la polarizzazione di cui sopra si deve alla politica editoriale di Amazon che, come si dice, fa tendenza.

Solo che questa tendenza sta dando evidenti segni di mutamento e se riesco meglio mi spiegherò. (riuscito)

(Questo post è servito anche a provare il nuovo servizio che si trova sui siti del Sole24Ore. Credo si debba alla lungimiranza di Stefano Quintarelli e permette di incollare una citazione aggiungendo le coordinate della fonte in automatico. Perché è giusto citare la fonte. Provare per credere.
La cosa non è per nulla pacifica presso gli editori, però anche questo è file sharing e dunque vitalità che è salutare per tutti.
I agree: “…ogni poeta è un ladro…” cantava Bono on The Fly.)

The Source

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Tags: Amazon, ebook, editoria, Maurizio Costa, Mondadori, Stefano Quintarelli | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo, Quickthing, segnalazioni |
Chi controlla i controllori
giovedì 20 ottobre 2011
scritto da Massi Cavallo in persona, quando erano più o meno le 11:09

L’AgCom (l’agenzia statale che ha il compito di vigilare nell’ambito delle telecomunicazioni in Italia) ha da qualche mese redatto una delibera che si propone di attuare una regolamentazione del copyright italiano su internet. Roba grossa, qui se ne è parlato pochi giorni fa.

Bene: come ai più probabilmente sarà sfuggito l’Agenzia si spende in maniera encomiabile nel compito di dare ascolto alla frangia più praticante della grande rete e dei contenuti che vi si incontrano, cioè blogger, associazioni di consumatori, esperti di diritto, imprenditori etc… che hanno la necessità di dire qualcosa sull’argomento.

Da uno di questi incontri che si è tenuto lo scorso martedì è emerso un particolare di rilevanza non proprio trascurabile e cioè (cito dall’articolo su AGENPARL che ne scrive):

“[...]Agcom non è in possesso di alcuno studio indipendente sull’impatto della pirateria sul mercato dei contenuti coperti da diritto d’autore [...]”

La questione non è di poco conto perchè può significare che probabilmente le considerazioni che hanno condotto alla stesura del regolamento siano state modulate basandosi su studi commissionati dagli stessi editori più grandi e influenti che però sono parti in causa.

E poi in virtù del fatto che non è proprio pacifico che il file-sharing rappresenti di per sé il male incarnato. Sia perchè può essere un ottimo strumento alternativo ai presidiatissimi canali di comunicazione mainstream (tv, radio e giornali) e dunque una opportunità per chi abbia contenuti ritenuti validi da distribuire ma non disponga di mezzi esorbitanti (cosa che al legislatore dovrebbe stare a cuore quant’altre mai visto che si tratta di lavoro, articolo in regime di scarsità, ultimamente).

E sia perchè non è pacifica neanche la pericolosità economica della pirateria più sfacciata. Qui: addirittura sembra che in Germania si sia arrivati a non divulgare uno studio commissionato perchè i risultati andavano contro le aspettative degli editori. E plausibilmente di certi ben determinati editori: ammesso che la pirateria agisca da stimolo per i consumi l’industria editoriale dovrebbe correrle incontro a braccia aperte. In realtà si tratta di una leva comunicativa indifferenziata (e dunque poco teleguidabile) che se ne infischia delle invadenti e costosissime campagne di marketing, ma anzi toglie loro efficacia smascherandone la fallacia per premiare un consumo, per così dire, dalla “coda lunga”.

Parafrasando Giuseppe Granieri: non è più necessario puntare sui bestseller (che sono un prodotto dell’idea di selezione e scarsità dell’era analogica): si può fare molto fatturato anche vendendo pochissime copie di moltissimi titoli (C. Anderson, La coda lunga, Codice edizioni, 2010). Per chi ambisce all’orientamento puntuale di consumi questa cosa non va bene. A meno che non si ipotizzi un domani un soggetto che abbia la disponibilità dell’intera offerta editoriale (qualcuno ha detto Amazon?).

Tutto ciò per dire che naturalmente il copyright sul web necessita di una regolamentazione normativa, tuttavia bisogna che questa tenga conto di tutte le istanze in campo e per prima la salute intellettuale dell’intera collettività. Se di questa non tiene conto il legislatore, chi lo deve fare?

Intanto vedo che Nexa (il centro studi del Politecnico di Torino su internet e società) confuta punto per punto la delibera AgCom e propone alternative.

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Tags: agcom, coda lunga, copyright, marketing, nexa | Posted in commenti, Massimiliano Cavallo, Quickthing |
L’occhio del Purgatorio
giovedì 20 ottobre 2011
scritto da Riccardo Bruni in persona, quando erano più o meno le 08:54

Cogliendo al volo l’Urania Collezione di questo mese, il numero 105, mi sono preso L’occhio del Purgatorio di Jacques Spitz. È considerato un classico della fantascienza, anche se non è proprio un racconto di fantascienza. L’elemento di scienza fantastica è un esperimento di laboratorio sulla creazione di un batterio che modifica la percezione del tempo. Non il tempo, attenzione: ma la percezione del tempo. Il protagonista comincia cioè a vedere le cose come saranno nel futuro. Ovvero, invecchiate. Quello che compare ai suoi occhi è proprio questo, il presente invecchiato: le persone sono prima cadaveri poi scheletri e così via. Ma è solo la sua visione, in realtà attorno a lui non cambia niente. Non voglio spiegare il merito del racconto, esiste già questo ottimo contributo di Wu Ming 1 che consiglio a chiunque abbia intenzione di approfondire il tema. Mi limito a consigliarne caldamente la lettura. Ed è qui che nasce il problema. Perché se leggendo queste poche righe vi venisse voglia di leggerlo probabilmente non lo trovereste già più. Il libro si Spitz, infatti, da quando è comparso in Italia per la prima volta, nel 1973 grazie agli allora curatori di Urania Carlo Fruttero e Franco Lucentini, è stato pubblicato, stando a quanto riportato  sulla sua pagina di Anobii, solo e soltanto nelle edizioni di questa gloriosa collana da edicola. I cui meriti sono infiniti, ma di certo la permanenza non è tra le sue virtù. Come per tutte le collane da edicola una volta esaurite le rese il catalogo degli arretrati si fa irreale. E non si trovano. Quindi, libri come questo di Spitz, considerati classici, o li prendi al volo o cerchi qualcuno che te li presti, sennò non li leggi. Eppure, aprendo questa edizione curata dal buon Giuseppe Lippi con un profilo dell’autore firmato da Gianfranco De Turris, leggo che «l’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti di edizione dei testi senza riuscire a reperibili». Ora mi chiedo: quanti altri classici sono in questa situazione? Perché quando parliamo di edizioni digitali, di ebook, per rendere disponibile il catalogo sommerso, quello uscito di produzione, spesso ci sentiamo dire che il problema è reperire i titolari dei diritti e riscrivere tutti i contratti. Ecco: in questo caso, come credo in molti altri della collezione, questo problema a quanto pare non c’è, o comunque è stato superato in modo piuttosto semplice per l’edizione cartacea. E allora perché non fare questo benedetto passo in avanti e consentire ai lettori di reperire libri come quello di Spitz con l’enorme semplicità di un click?

La ristampa nel 1985

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Tags: e-book, editoria, spitz, urania, Wu Ming | Posted in e-book, editoria, Riccardo Bruni, romanzo, segnalazioni, Senza categoria |
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