L’eminente teologo dottor Mancusus sognò di rinascere e cambiare editore.
Le sue esperienze lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovarne uno. Bussò alla porta della Casa Editrice Parnassus e s’imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato.
«Chiedo il permesso di entrare,» disse, «perché sono un buon Autore e dedico la mia vita alle Lettere.»
«Un Autore?» rispose il Custode Primo, «che cos’è? E come potrebbe un semplice scrittore come te promuovere l’Editoria?»

.
______________________________________
se l’articolo ti è piaciuto puoi dargli un voto:







(4,87 out of 5)
(4,20 out of 5)
scritto da Sir Robin in persona, quando erano più o meno le 17:49
E’ sano andarsi a cercare argomenti che, in qualche modo, si spendano non già contro la percezione salvifica (a prescindere, come diceva Totò) della tecnologia in quanto tale, ma proprio contro il concetto stesso di scrittura? E, perché no, (ri)partire daccapo.
O far finta …
Quasi per caso ho trovato l’articolo seguente in rete e mi è parso giusto tradurlo (un po’ così) e pubblicarlo sul blog. E’ tratto da un blog collettivo che fa capo ad un istituto americano che si occupa del futuro del libro e spesso gli articoli sono molto interessanti. Quello che segue in particolare è del 13 Marzo 2010 e la versione originale si trova qui.
Inizia citando un pensiero di Claude Lévi-Strauss, uno dei massimi antropologi (morto qualche mese fa), in uno dei suoi libri migliori che lessi ormai parecchi anni fa. E’ proprio l’argomento Contra menzionato poco sopra: cosa ce ne dobbiamo fare della scrittura (e della lettura) quando essa ha portato solo prevaricazione e schiavitù? Punti di vista en passant di un professore del XX secolo.
.
______________________________________
se l’articolo ti è piaciuto puoi dargli un voto: