RiMontiamo. Chi?

Dunque siamo arrivati davvero ad un momento di svolta: nel sollievo generale Berlusconi dovrebbe iniziare ad essere solo un brutto ricordo. Un passo essenziale ed ineludibile.

La cosa mi rende molto contento anche se so che non ci aspettano rose e fiori (non è che anche adesso sia proprio un luna park, eh). Per inciso Mario Monti, suo probabile successore, è un’emanazione dei più cinici e spietati agglomerati di potere fautori degli interessi occidentali, come la Trilateral Commission (qui) o il gruppo Bilderberg. Niente di buono: non è il solo, naturalmente, si tratta di “club” molto esclusivi che includono fra i loro “soci” i decisori più influenti a livello globale, presenti e passati, che sentiamo nominare di continuo. Alcuni sono stati nostri ministri o presidenti del consiglio, oppure siedono al comando di aziende di rilevanza nazionale o mondiale in settori strategici quali la comunicazione o l’energia.

Forse è il caso, per i più curiosi del Bilderberg, di farsi un veloce (e gratuito :-) ) giro introduttivo qui, anche se sarebbe meglio qui e qui (in inglese). E’ molto interessante anche solo scorrere la lista dei partecipanti alle ultime tre edizioni degli altolocati incontri che si trova sullo stesso sito web dell’organizzazione (facile, no? Tanto da sembrare uno specchietto per le allodole): 2009, 2010, 2011. Per trovare subito gli italiani è consigliabile utilizzare la funzione di ricerca termini del browser (ctrl+f) e digitare ITA. Anche gli altri nomi meritano comunque la dovuta attenzione, se non altro per il ruolo che ricoprono all’interno di aziende dai marchi altisonanti e/o dalla funzione nodale nell’ecosistema industrializzato.

Si tratta di notizie di dominio pubblico, tuttavia non proprio sotto i riflettori. E poi terra di mezzo per le più suggestive e deliranti teorie di tutti i complotti del mondo, dunque superficie fra le più scivolose. Sono oggetti da considerare, come mi veniva detto al liceo, cum grano salis.

A parte queste minuzie, quello che mi ha colpito leggendo i giornali sono state alcune dichiarazioni attribuite a Berlusconi istesso medesimo il quale dice di essersi ritirato a causa dell’impazzimento (punti di vista :-) ) dei mercati che, arrivati a questo punto, non avrebbero potuto più attendere ulteriori dilazioni di una presa di posizione politica forte e autorevole (in qualche modo). Quello che non è riuscito per decenni alla società civile (farlo schiodare mi auguro in maniera definitiva) sembra essere dunque riuscito a questa entità astratta e collettiva ma anonima che governa e dispone tutto che viene chiamata mercato. Uno stato di cose che noi tutti (e come noi l’ancora per poco PresDelCons) dobbiamo accettare come un ovvio dato di natura, come dire che quando piove cade acqua: «Lo vuole il mercato». Le case costano un occhio? Le fabbriche chiudono? La pubblicità soffoca i contenuti?

Mi è tornato in mente questo breve filmato del filosofo Galimberti cui mi capitò di assistere anni or sono il cui contenuto, per qualche motivo, non mi sono mai dimenticato pur non ricordando chi lo avesse esposto e in quale occasione. Buffo che su Google sono riuscito a trovarlo in pochi secondi digitando le parole “Youtube“,  ”filosofo” e “mercato“.
Una volta tanto si parla di operai e di lavoro. Perché oggi non succede la rivoluzione?

(Link: http://youtu.be/E8PxJejHNNE)

Edit:

sempre a proposito di Bilderberg.
Stare sui fatti: un buon articolo su Linkiesta e anche molto recente (che purtroppo sul finale si sfilaccia un po’).

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