Belle domande.
Cosa può dare una casa editrice ben strutturata oggi ad un autore:
“[...] Una buona campagna di marketing? Ossia, per dirla in un modo un po’ duro, se io fossi Fabio Volo fra tre anni (mi rendo conto, è un’ipotesi per assurdo molto molto dura anche per me), e avessi appena finito il mio nuovo romanzo e le condizioni economiche di Mondadori sono se va benissimo il 15% di royalties e quelle di Amazon se va malissimo il 35%, perché io dovrei decidere di continuare a pubblicare per Mondadori? Per il marchio? Per la tradizione? Per la pubblicità sulle riviste del gruppo?”
E visto che tutto sommato sono proprio Fabio Volo, perchè non fare a meno anche di Amazon o di chiunque altro per mettermi in tasca direttamente il 100% di un prezzo di copertina tenuto molto basso e vendendo direttamente sul mio sito web personale?
Mi era sfuggito questo lungo articolo di Christian Raimo dal titolo eloquente che risale allo scorso 6 febbraio e che esorta a riflettere sui nuovi (?) scenari editoriali di un orizzonte incombente come l’avvenire (anche se, non so perchè, quando da quelle parti parlano di queste cose ho come la sensazione che facciano un po’ finta, mah…)
Visto che ci sono lo lego ad un esperimento anch’esso molto eloquente, condotto (tomo tomo) da colui che fino a non molto tempo fa era un pezzo da novanta proprio di casa Mondadori ossia Sandrone Dazieri, scrittore a sua volta di libri di genere e scopritore di itali talenti, nonché autore e sceneggiatore di fiction televisive (Squadra Antimafia Palermo Oggi, per esempio).
Intercalando numerose locuzioni atte a infilare il solco della massima cautela (vedrete che non lo farò più, più che un libro è un manoscritto evoluto, non c’è un editing indirizzato al pubblico di destinazione, la produzione è artigianale…) Sandrone Dazieri sta sperimentando in prima persona the big chill, il brivido ghiacciato lungo la spina dorsale dell’autopubblicazione senza con la rete su Amazon.com (che, negli antelucani giacigli di un certo ecosistema editoriale nostrano, è il più temuto spettro che si aggira etc etc…). Guarda guarda…
Saggiamente, a quanto pare, Dazieri si è tenuto i diritti per eventuali edizioni estere del suo E’ stato un attimo un romanzo per quel che ne so di buon successo uscito nel 2006 proprio con Mondadori nella collana StradeBlu (quella con la foto dell’autore in quarta di copertina), quindi ha deciso di aprirsi al mastodontico mercato in lingua inglese attraverso una traduzione commissionata (It’s just happened) che al momento è gratuita ma che normalmente sarà in vendita al prezzo di 2,68 euro. Altri particolari sono anche qui e qui.
Per ciò che ha riguardato il mercato italiano non credo che il romanzo in oggetto sia stata una pubblicazione di nicchia, sia per genere che per registro linguistico. Certamente assume un profilo nicchiesco per i grossolani palati d’oltreoceano o meglio: può risultare arduo inquadrarlo in una identità narrativa ben definita per tutta una serie di ragioni ben spiegate nel blog dell’autore. Come diceva il poeta però «Il più son balle» e conviene sempre tentare. Il più infimo dei segmenti di mercato su un bacino di leggenti composto da centinaia di milioni di individui rappresenta un oggetto del desiderio difficilmente ignorabile, fosse anche solo per vedere l’effetto che fa.
Specie oggi che basta davvero poco per dire: «I’m in!» 
Del resto, è pur vero che in sei o sette ce la fanno davvero a campare scrivendo onestamente libri in Italia dove i numeri sono a dir poco scoraggianti (a meno di non essere Fabio Volo). E’ più che giustificabile allora andare ad avventurarsi sui sentieri selvaggi che (almeno per ora) sono un po’ meno presidiati dai soliti padroni del vapore. O, più precisamente: nelle contrade d’oltreoceano il vapore sta passando di mano velocemente, il cartello editoriale tradizionale, che senza tanti complimenti ha dettato legge per decenni, si vede sparire il terreno da sotto i piedi. Il declino procede relativamente rapido e si stanno creando finestre di opportunità negli spazi che il passaggio da un modello di business ad un altro lascia scoperti. L’esperimento di Sandrone Dazieri si inserisce in un contesto commerciale di questo tipo, molto lontano dalle paludi nostrane, dunque in bocca al lupo e, come si diceva una volta: sinceri mirallegri!
Fra l’altro noto che al momento di mandare in stampa il presente post il romanzo si è piazzato in un’ottima trentaduesima posizione fra i libri free (per oggi) del suo genere: good job!
—
edit
25 feb ore 11:00
Sempre più notevole.
C’è da augurarsi che la cosa faccia suonare qualche campanello nelle orecchie giuste.
It’s just happened in questo frattempo è salito parecchio, fino a ricoprire la settima posizione nella classifica dei libri gratuiti del suo genere (essendosi guadagnato così una buona visibilità) ed è da pochissimo passato a pagamento.
Ora: tenendo molto ben presenti tutti i distinguo possibili e immaginabili, il romanzo nella sua versione elettronica e tradotta in proprio è riuscito a farsi strada attraverso un buon hype assolutamente orizzontale ed amichevole, ma che credo sia potuto arrivare fino ad un certo punto. Il resto (quanto ce lo dirà Sandrone Dazieri nei suoi prossimi post) lo reputo ascrivile al contenuto stesso del libro che, nei modi previsti dal “sistema Amazon”, è riuscito a comunicarsi e ad accendere lampadine senza intermediari. Non sarei troppo stupito di sapere che i numeri di questo esperimento di pochi giorni sono in qualche modo assimilabili (in proporzione) ai dati di vendita del cartaceo nel suo percorso ortodosso. Mele e pere? Mah!
Ma infine è banale: chi vuoi che si compri un ebook se non chi ha la possibilità di leggerselo su un attrezzo fatto apposta?
Post di argomento affine:
S’i’ fosse Volo
Belle domande.
Cosa può dare una casa editrice ben strutturata oggi ad un autore:
E visto che tutto sommato sono proprio Fabio Volo, perchè non fare a meno anche di Amazon o di chiunque altro per mettermi in tasca direttamente il 100% di un prezzo di copertina tenuto molto basso e vendendo direttamente sul mio sito web personale?
Mi era sfuggito questo lungo articolo di Christian Raimo dal titolo eloquente che risale allo scorso 6 febbraio e che esorta a riflettere sui nuovi (?) scenari editoriali di un orizzonte incombente come l’avvenire (anche se, non so perchè, quando da quelle parti parlano di queste cose ho come la sensazione che facciano un po’ finta, mah…)
Visto che ci sono lo lego ad un esperimento anch’esso molto eloquente, condotto (tomo tomo) da colui che fino a non molto tempo fa era un pezzo da novanta proprio di casa Mondadori ossia Sandrone Dazieri, scrittore a sua volta di libri di genere e scopritore di itali talenti, nonché autore e sceneggiatore di fiction televisive (Squadra Antimafia Palermo Oggi, per esempio).
Intercalando numerose locuzioni atte a infilare il solco della massima cautela (vedrete che non lo farò più, più che un libro è un manoscritto evoluto, non c’è un editing indirizzato al pubblico di destinazione, la produzione è artigianale…) Sandrone Dazieri sta sperimentando in prima persona the big chill, il brivido ghiacciato lungo la spina dorsale dell’autopubblicazione
senzacon la rete su Amazon.com (che, negli antelucani giacigli di un certo ecosistema editoriale nostrano, è il più temuto spettro che si aggira etc etc…). Guarda guarda…Saggiamente, a quanto pare, Dazieri si è tenuto i diritti per eventuali edizioni estere del suo E’ stato un attimo un romanzo per quel che ne so di buon successo uscito nel 2006 proprio con Mondadori nella collana StradeBlu (quella con la foto dell’autore in quarta di copertina), quindi ha deciso di aprirsi al mastodontico mercato in lingua inglese attraverso una traduzione commissionata (It’s just happened) che al momento è gratuita ma che normalmente sarà in vendita al prezzo di 2,68 euro. Altri particolari sono anche qui e qui.
Per ciò che ha riguardato il mercato italiano non credo che il romanzo in oggetto sia stata una pubblicazione di nicchia, sia per genere che per registro linguistico. Certamente assume un profilo nicchiesco per i grossolani palati d’oltreoceano o meglio: può risultare arduo inquadrarlo in una identità narrativa ben definita per tutta una serie di ragioni ben spiegate nel blog dell’autore. Come diceva il poeta però «Il più son balle» e conviene sempre tentare. Il più infimo dei segmenti di mercato su un bacino di leggenti composto da centinaia di milioni di individui rappresenta un oggetto del desiderio difficilmente ignorabile, fosse anche solo per vedere l’effetto che fa.
Specie oggi che basta davvero poco per dire: «I’m in!»
Del resto, è pur vero che in sei o sette ce la fanno davvero a campare scrivendo onestamente libri in Italia dove i numeri sono a dir poco scoraggianti (a meno di non essere Fabio Volo). E’ più che giustificabile allora andare ad avventurarsi sui sentieri selvaggi che (almeno per ora) sono un po’ meno presidiati dai soliti padroni del vapore. O, più precisamente: nelle contrade d’oltreoceano il vapore sta passando di mano velocemente, il cartello editoriale tradizionale, che senza tanti complimenti ha dettato legge per decenni, si vede sparire il terreno da sotto i piedi. Il declino procede relativamente rapido e si stanno creando finestre di opportunità negli spazi che il passaggio da un modello di business ad un altro lascia scoperti. L’esperimento di Sandrone Dazieri si inserisce in un contesto commerciale di questo tipo, molto lontano dalle paludi nostrane, dunque in bocca al lupo e, come si diceva una volta: sinceri mirallegri!
Fra l’altro noto che al momento di mandare in stampa il presente post il romanzo si è piazzato in un’ottima trentaduesima posizione fra i libri free (per oggi) del suo genere: good job!
—
edit
25 feb ore 11:00
Sempre più notevole.
C’è da augurarsi che la cosa faccia suonare qualche campanello nelle orecchie giuste.
It’s just happened in questo frattempo è salito parecchio, fino a ricoprire la settima posizione nella classifica dei libri gratuiti del suo genere (essendosi guadagnato così una buona visibilità) ed è da pochissimo passato a pagamento.
Ora: tenendo molto ben presenti tutti i distinguo possibili e immaginabili, il romanzo nella sua versione elettronica e tradotta in proprio è riuscito a farsi strada attraverso un buon hype assolutamente orizzontale ed amichevole, ma che credo sia potuto arrivare fino ad un certo punto. Il resto (quanto ce lo dirà Sandrone Dazieri nei suoi prossimi post) lo reputo ascrivile al contenuto stesso del libro che, nei modi previsti dal “sistema Amazon”, è riuscito a comunicarsi e ad accendere lampadine senza intermediari. Non sarei troppo stupito di sapere che i numeri di questo esperimento di pochi giorni sono in qualche modo assimilabili (in proporzione) ai dati di vendita del cartaceo nel suo percorso ortodosso. Mele e pere? Mah!
Ma infine è banale: chi vuoi che si compri un ebook se non chi ha la possibilità di leggerselo su un attrezzo fatto apposta?
Post di argomento affine:
Condividi: