Ok, panico!

Su la Repubblica in edicola oggi è possibile leggere un’intervista molto interessante a Riccardo Cavallero, direttore (se non erro) del comparto trade 1 della Mondadori.  La firma è del bravissimo Antonio Gnoli.

Eccone un estratto che, a mio avviso, merita evidenza:

    Proprio il cartaceo costituisce ancora la parte preponderante dell’editoria. Voi della Mondadori siete al primo posto con quasi il 28% del mercato. Ma secondo i rilevamenti della Nielsen dal 2007 al 2011 si è passati da tre milioni di copie vendute tra i primi dieci bestseller a un milione e seicentomila dello scorso anno. Come commenta?

«In questo arco di tempo è scomparso il mega-seller, che poi è un libro comprato come fenomeno di costume e generalmente non letto. La tendenza è che più crescerà il digitale e meno spazio ci sarà per il mega-seller».

    Perchè?

«La presenza del mega-seller dimostra la forza dell’editore, la sua capacità di controllo del mercato. Con il digitale è il lettore che assume il comando, che parla all’interno della comunità, che sceglie cosa, dove e a che prezzo comprare il libro.»

   E’ il panico per voi editori?

«Diciamo che ci siamo molto vicini. L’editore deve capire come comunicare con il lettore. E non è facile in un mercato che tenderà sempre di più a frammentare lo spettacolo dei libri.»

Ma sono solo io a pensare che il controllo del mercato da parte di una (o poche) soggettività non dovrebbe essere la regola? Ci dovremmo rammaricare della (eventuale) fine di una anomalia?  Sometimes I wonder…

Qui l’intervista può essere letta per intero.

Note:

  1. I libri non scolastici.
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