Ho trovato davvero centrate e degne di nota le brevi considerazioni conclusive di una lunga intervista che Loredana Lipperini ha fatto al professor Luciano Gallino per Fahrenheit, il programma che la giornalista conduce su Radio3.
Per superare la crisi e le disgrazie imposte dalla via ultraliberista (che è quella errata anche se al momento vincente, ricordiamolo) è necessario, prima di ogni cosa, tornare a saper leggere il reale con gli strumenti adatti. Nuovi Adorno, nuovi Horkheimer, nuovi Marcuse: dove siete?
Qui l’articolo uscito per Repubblica, da leggere e rileggere; è anche appena uscito un libro-intervista a Luciano Gallino: La lotta di classe dopo la lotta di classe per Laterza (vedi sotto).
Ecco lo stralcio finale (l’intera intervista lipperiniana si può ascoltare qui):
“[...]La via d’uscita sarebbe un movimento intellettuale di critica in senso forte, nel senso che aveva quando esisteva la “teoria critica della società” [eccola] che metta a nudo le patenti insufficienze, i patenti rischi e le patenti devastazioni che l’ordine liberale, sia pratico, sia ideologico, ha prodotto e rischia di produrre.
Il fatto è che si tratta di una ideologia (e di una pratica) che al momento è vincente, anche perché i partiti politici, compresa una parte notevole dei partiti di sinistra, dinanzi a questa vicenda si sono rivelati seriamente impreparati.
Bisognerebbe far sì che i movimenti di protesta nei confronti del disordine neo-liberale e i partiti che in qualche modo si rifanno al lavoro, ad un’idea progressista della società (non oso dire social-democratica) si componessero finalmente rivitalizzandosi a vicenda, per costruire per intanto degli schemi interpretativi che non siano quelli triti proposti ogni giorno dai media e per costruire, attraverso una diversa comprensione del reale, la possibilità che si allarghino le classi sociali o la classe sociale che ha subito il peggio da questa crisi e che avrebbe forse qualche diritto di non essere condannata a continuare a pagare i costi di essa.”
| Edizione: | 2012 |
| Collana: | Saggi Tascabili Laterza |
| ISBN: | 9788858103975 |
| Prezzo: | 7,80 Euro |
“[...]La via d’uscita sarebbe un movimento intellettuale di critica in senso forte, nel senso che aveva quando esisteva la “teoria critica della società” [

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C’è questo articolo di Sabelli Fioretti (http://www.cadoinpiedi.it/2012/03/30/il_monti_berlusconizzato.html#anchor) che ho trovato significativo. Soprattutto questo passaggio:
Certo che è in malafede. Ma è questo che “bisogna” che si pensi quando in realtà quella che respiriamo è aria ideologica purissima, nè potrebbe essere altrimenti. Se parliamo di senso comune raccontarsela diversamente, in parole povere, vuol dire negarsi la possibilità degli strumenti concettuali adatti a decifrare la realtà nella quale siamo immersi. Strumenti che non sono mai stati tanto facilmente raggiungibili quanto lo sono oggi, per inciso (e sarebbe auspicabile che continuino ad esserlo sempre di più). Quello che credo sia il fulcro del passaggio di Gallino è proprio la “diversa comprensione del reale” che potrebbe iniziare davvero a cambiare le cose. Ci vorrà tempo? Certo che sì, soprattutto perchè siamo messi malissimo ma non c’è un’altra strada che non sia un espediente o un palliativo. O un ennesimo regresso: diamo il voto al Veltroni di turno (per non “disperderlo”)?