Cento Domande sull’Islam

 Secondo me quando Michel Houellebecq nel suo ultimo romanzo (Sottomissione) si inventa il libro che era uscito anni prima dal titolo Dieci Domande sull’Islam è possibile che faccia un esplicito riferimento a questo Cento Domande sull’Islam uscito in Italia nel 2002. Chissà.

Detto questo rimane da capire cosa siano esattamente i «costumi naturali africani» di cui si parla più sotto in uno stralcio della lunga intervista in oggetto.

Cento domande sull'islam30. Dall’inizio del ventesimo secolo a oggi i fedeli di Allah nel mondo sono passati da 150 milioni a 1 miliardo e 200 milioni. Il cristianesimo è ancora la prima religione del pianeta con oltre 2 miliardi di seguaci, ma i musulmani costituiscono la prima “confessione”, considerando che all’interno del cristianesimo i cattolici sono “soltanto” 1 miliardo e 100 milioni. Tra le grandi religioni l’islam è quella caratterizzata dai ritmi si espansione più alti: cresce a una velocità che per numero di fedeli è 21,5 volte superiore a quella con cui si espande il cristianesimo. Quali sono le principali ragioni di questo fenomeno?

samir khalil samir«Si deve prendere in considerazione una molteplicità di fattori.

In primo luogo va tenuto presente l’alto tasso di sviluppo demografico, che nei paesi islamici è decisamente superiore a quello che si registra nei Paesi di cultura cristiana: è vero che anche lì i demografi hanno evidenziato un progressivo calo dei tassi di fecondità, ma gli effetti saranno visibili solo fra alcuni decenni.

Un altro fattore propulsivo importante è l’attività missionaria, la cosiddetta “da wa”, il compito affidato a ogni musulmano di fare conoscere l’islam ai fratelli di fede e a tutto il mondo, un compito assunto in particolare da personale religioso che vi si dedica con molto impegno, ma anche da molti fedeli zelanti, e che “genera” numerose conversioni in varie parti del mondo, compresi i paesi occidentali.

Si calcola che in Africa, il paese musulmano per eccellenza (41,5% della popolazione), per ogni persona che si converte al cristianesimo, sette si convertono all’islam. A favore della diffusione in Africa giocano soprattutto tre motivazioni. Una fa leva su un luogo comune, i cosiddetti “guasti” della colonizzazione. Si dice comunemente: «Il cristianesimo è la religione dei bianchi ed è corresponsabile della colonizzazione e della dipendenza in cui si trovano questi Paesi, è l’islam la vera religione dell’Africa». Questo è un argomento che fa presa sulla gente comune, ma che è storicamente tendenzioso, perché i primi colonizzatori dell’Africa sono stati musulmani, i primi schiavisti sono stati musulmani, e questo è accaduto secoli prima della colonizzazione e dello schiavismo di matrice europea. Il secondo argomento fa leva sul fatto che le usanze musulmane sono più vicine ai costumi naturali africani, in particolare la poligamia e la sottomissione della donna e una concezione della famiglia di tipo patriarcale; dunque, l’africano medio, percepisce di dover fare meno sforzi per essere accolto nella comunità religiosa islamica, mentre la Chiesa cattolica, ad esempio, è molto più esigente, propone un lungo catecumenato che può durare anche anni prima di poter accedere al battesimo.

C’è un terzo motivo dell’espansione islamica che in realtà non riguarda soltanto l’Africa: mi riferisco ai massicci finanziamenti di alcuni Paesi (Arabia Saudita, alcuni Emirati, Libia) a favore di iniziative di tipo assistenziale, sociale, sanitario o culturale che costituiscono indubitabilmente un polo di attrazione verso l’islam: costruzioni di moschee, centri islamici, scuole coraniche, stazioni radio e tv, invio di personale religioso, apertura di dispensari, ospedali eccetera. Di tutto ciò si parla e si conosce poco in Europa, anche perché l’Africa raramente fa notizia sui vostri giornali, ma la propaganda islamica è davvero forte e nel giro di pochi decenni, se la tendenza rimane quella attuale, ciò che ancora in Africa non è musulmano lo diventerà.

Ma la crescita numerica viene anche agevolata dalle discriminazioni operate a livello giuridico, economico o sociale, come testimonia l’emigrazione di migliaia di cristiani (o comunque di non musulmani) da certi Paesi islamici; oppure da modifiche di tipo istituzionale, come è accaduto di recente con l’inserimento della “shari a” nel codice penale di alcuni Stati della federazione nigeriana, che ha provocato vibranti e inascoltate proteste dei vescovi locali e violenti scontri nei quali sono rimaste uccise migliaia di persone.

C’è naturalmente da tenere presente anche una motivazione di carattere prevalentemente religioso-spirituale che è all’origine di molte conversioni che si registrano in Occidente e in particolare in Europa, legate alla sete di certezze e insieme di novità, e che vede nell’islam (come pure in talune religioni o tendenze mistiche orientali) una risposta affascinante alla domanda di sacro che non viene più soddisfatta da un certo modo “tiepido” e moralistico di vivere e di proporre il cristianesimo, che è tipico della cristianità occidentale.»

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