Il valore del “e-reader”

Un interrogativo tenta di perseguitarmi da mesi durante le mie placide notti di sonno: cosa cambia davvero se un libro me lo leggo su carta o su uno strumento elettronico ? Invano. Perché sono convinto che sia proprio la stessa esperienza.

L’argomento e-book mi sta molto appassionando (e a quanto pare non sono solo) da un po’ e dunque quasi quotidianamente vado a spulciare siti, blog e giornali alla ricerca di notizie, novità, punti di vista e commenti.

Con una certa ricorrenza capita di imbattermi in prese di posizione del tipo: «… ma il libro di carta è insostituibile, non morirà mai, fa tristezza solo l’idea di doverlo abbandonare! Vuoi mettere il piacere di avere in salotto una libreria ben fornita, il piacere di toccare la carta, l’odore della colla, il rumore che fa una pagina sfogliata, la bellezza di un carattere stampato, l’emozione di togliere il cellophane etc etc …»

Ma partiamo dal principio. Che cosa è un ebook? Un e-book non è altro che un libro stampato. Meglio, è la versione elettronica di un libro che, con opportuni marchingegni, può essere fruita essenzialmente alla stessa maniera di un libro di carta. Si tratta di lettere che formano parole che formano frasi che disegnano immagini e concetti nella nostra mente. La differenza è che un libro cartaceo è stampato con l’inchiostro, un libro elettronico è stampato con inchiostro elettronico (e-ink). Tutto qui.

Una parola qualsiasi, quando letta, perde la sua efficacia, il suo significato o la sua essenza se è scritta con una penna o con il marzapane, sulla carta o su una pietra? Si potrebbero fare esempi addirittura biblici ( ;-)  non so se…).

Una parola è semplicemente un segno. E un libro non è la carta su cui è scritto. Dunque la novità è che si sta incrementando il numero dei supporti sui quali è possibile leggere. E, soprattutto, dove è possibile leggere confortevolmente. Ciò che differenzia un e-book reader da un normale pc portatile o meno (o dal famigerato iPad) è proprio lo schermo che non è retroilluminato. Il che permette di poter leggere per ore senza stancarsi la vista e senza che gli occhi inizino ad arrossarsi e a far male. Un e-book reader facilita la lettura persistente, quella che serve per poter studiare e apprezzare un saggio o un romanzo, non un sms o un e-mail. O meglio, non solo.

Del che dovremmo essere grati alla scienza e alla tecnologia: ci sarà bisogno di molta meno carta per poter accedere alla conoscenza o all’informazione o anche semplicemente all’intrattenimento veicolati dalla parola. E questo è un bene perché la carta costa cara. E costa caro produrla, lavorarla e perfino farla giacere inutilizzata nei magazzini. Ma anche riciclarla.

Così, già da qualche anno, sarebbe possibile veicolare conoscenza, informazione o intrattenimento in forma scritta con costi che sono prossimi allo zero, in maniera istantanea. E beneficiarne comodamente, senza devastarsi gli occhi. Auspicabilmente anche senza devastarsi il portafoglio.

In più una cosa non esclude l’altra: non c’è alcun motivo di ritenere che la produzione elettronica possa in qualche maniera soppiantare totalmente quella cartacea. Semplicemente il tutto potrà andare nella direzione di una razionalizzazione della produzione che eviti il costo dello spreco, del non utilizzo. Il libro elettronico affiancherà il libro cartaceo senza sostituirlo.

Potrebbe, ad esempio, non esserci più il costo dei resi: un libro che ho letto nel suo formato elettronico può piacermi o interessarmi a tal punto da desiderarne una edizione in copertina rigida con tutti i crismi. Non farò altro che contattare l’editore o l’autore i quali dopo aver accumulato un certo numero di richieste mandaranno in stampa un tot numero di libri già venduti, il cui prezzo sarà evidentemente inferiore rispetto a quello al quale siamo abituati adesso. Perché i costi sono inferiori. In più niente mi vieta di stamparmi il testo autonomamente.

Poi, che la carta sia la messa cantata della parola scritta è tutto da dimostrare, imho.

Questo per chi ama il libro come oggetto. Per chi utilizza un libro o un opera dell’ingegno qualsiasi come strumento per progredire negli studi o nella professione o solo in quanto persona per suoi interessi o per sua informazione si tratta letteralmente di manna dal cielo.

Non esisteranno più libri fuori catalogo: tutto il catalogo dell’altro ieri di ieri e di oggi sarà raggiungibile allo stesso modo perché non ci sarà più alcun bisogno di ristampare un libro per poterlo leggere o far leggere. Chi si prende la briga (e il rischio) di rimettere in produzione un libro di dieci anni fa ? Magari perfino dieci anni fa questo libro è andato così e così.  Eppure è un ottimo libro che potrebbe nel tempo generare guadagni (senza costi).  Soldi persi. E, per me, occasione persa di conoscere, informarmi, divertirmi.

I libretti di fantascienza di trent’anni fa sono introvabili se non nelle bancarelle dell’usato: chi ha fortuna incrocia per caso lo sguardo su un titolo e se lo porta  a casa. Per gli altri nisba. Peccato.

Stesso discorso per i gionali di qualsiasi settore o cadenza: bimestrali di musica, quindicinali di cinema, semestrali di bioingegneria molecolare, quotidiani di informazione nazionale o locale. Ricordiamoci sempre che una cosa non esclude l’altra ma semplicemente è un’opportunità ulteriore.

A tutto ciò si potrebbe aggiungere il crescente senso di colpa che si avverte quando ci si ferma a considerare che per produrre e distribuire quelle xx pagine di carta si è avallato un processo produttivo che ha consumato energia, inquinato, prodotto rifiuti e contribuito all’abbattimento di alberi. Pur avendo dato lavoro a centinaia di persone. Il PIL.

Il mercato sta dando segni di moderata effervescenza nel settore. Probabilmente siamo ancora, almeno in Italia, in una fase di monitoraggio. Però si avvicendano di mese in mese le novità: scopro che di ebook reader ne esistono ormai sul mercato svariati tipi (qui), modelli e formati anche appena sotto i 200 euro. E una sana concorrenza non potrà fare altro che differenziare l’offerta e far abbassare i prezzi a parità di prestazioni.

Poi scopro che pare che Telecom Italia stia prendendo in serissima considerazione l’opportunità di entrare da protagonista in questo promettente comparto di mercato entro la fine del 2010 per offrire agli editori una piattaforma di distribuzione di contenuti digitali.

Nello stesso articolo si dice che, per esempio, il gruppo “Il sole 24 ore” ha allestito una sezione del suo sito internet con pubblicazioni digitali (in formato PDF), questa. Pubblicazioni che possono essere acquistate e fruite, in mancanza di meglio, sul proprio pc. In barba alla schiera di pessimisti che sentenzia che non appena un contenuto digitale è a disposizione della rete non ha futuro commerciale a causa delle orde fameliche degli scaricatori a sbafo di professione.

E poi che ci sono ottime possibilità di ebook reader a colori (tecnologia epaper) già dalla fine di quest’anno. Qui la notizia. Al momento infatti i reader a disposizione del mercato credo arrivino fino ad un massimo di 16 tonalità di grigio. Con il colore si apre un mondo anche per il settore fumettistico, ad esempio. Probabilmente per il fumetto potrebbe essere oltre che un ottima occasione di ulteriore distribuzione anche una opportunità creativa in più grazie alle funzionalità implementate in questi strumenti. Per dire, basterebbe citare il semplicissimo zoom.

Ma il lettore senza dubbio più importante sarà quello in carne e ossa. Può l’invenzione di una nuova tecnologia aumentare il numero di fruitori di contenuti in forma scritta ? Sì. Il personal computer lo ha fatto.

In proposito la mia posizione è improntata al forte ottimismo, ma molto dipenderà dalle politiche del prezzo che le varie case editrici e piattaforme distributive più importanti decideranno di adottare. E qui le opinioni, le congetture e le parole profetiche si articolano in un groviglio fatto di interessi, posizioni dominanti, titubanze, strategie di marketing e compagnia cantante. Spesso stonata.

Intanto in America cominciano a fioccare i nomi di pezzi da novanta del best selling che pongono fine alle esitazioni e si lanciano sul mercato elettronico. Anche qui in barba etc etc … L’ultimo in ordine di tempo è John Grisham, forte della sua produzione di 23 pubblicazioni. Al prezzo di $9.99 per i libri più nuovi e $7.99 per quelli più vecchi. E non mancano gli autori che vendono direttamente i loro libri senza passare da una casa editrice. Ma in quelle terre si è già in una stagione avanzata.

I numeri sono importanti: finché in Italia non si potrà contare su un sufficiente numero di e-reader venduti non avrà senso per le case editrici convertire il loro catalogo in formato elettronico. D’altra parte, mettiamola sul personale:  vuol dire che se mi comprassi un e-reader adesso non potrei contare su alcun catalogo elettronico. Perchè me lo dovrei comprare ? Però …

Forse il momento potrebbe essere quello magico per le piccole case editrici specie se di giovane età: mettersi sul mercato e approfittare di questa fase di incertezza tentennante dei grossi gruppi vendendo a basso prezzo le proprie pubblicazioni. Ne gioverebbero enormemente quantomeno in termini di comunicazione, il nome circola e quando un marchio è comunicato ha fatto il suo mestiere egregiamente. Magari stringendo accordi commerciali con i maggiori distributori e produttori di e-reader. Ma, certo, i contenuti devono essere all’altezza altrimenti il gioco diventa controproducente.

Per gli autori, poi,  potrebbero profilarsi prospettive molto incoraggianti: i manoscritti in giro per l’Italia potrebbero diventare un ricordo. Ma qui si apre un orizzonte sconfinato che sarà il caso di approfondire con i prossimi post.

Update – Intanto Asengard Edizioni, casa editrice veneta e che pubblica libri fantasy rompe gli indugi e si proietta competitiva nel nascente mercato editoriale elettronico. Chapeau !

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